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Nel Torinese aumenta la produzione di rifiuti ma aumenta anche la differenziata. Lo segnala l’Ato-R, l’Autority sui rifiuti per il territorio della Città metropolitana di Torino, su dati dell’Istituto di protezione ambientale (Ispra).

Dopo gli anni della crisi economica (2007-2013), la produzione pro capite di rifiuti urbani è cresciuta dai 449 Kg per abitante l’anno del 2013 ai 462 del 2017. A fronte di un sensibile calo della popolazione residente (quasi 30mila abitanti in meno nel territorio metropolitano torinese (ex provincia di Torino), i rifiuti urbani totali sono cresciuti da un milione e 36mila tonnellate all’anno (2013) a un milione e 49mila tonnellate all’anno, segno che la gente ha ripreso a consumare, anche se non ai livelli pre crisi.

Ma se tornano ad aumentare i rifiuti cresce anche la racconta differenziata che passa da 233 kg per abitante l’anno nel 2013 a 254 Kg nel 2017 con un conferimento totale di differenziata che passa dalle 535mila tonnellate/anno (2013) alle 577mila tonnellate.

La percentuale della raccolta differenziata che è il dato importante per capire quanto ci stiamo avvicinando all’obiettivo del 65%, passa dal 51,9 del 2013 al 55% del 2017. Qui la vera impennata è prevista tra il 2019 e il 2020 con il passaggio alla raccolta porta-porta per tutti i quartieri di Torino che è l’area che tiene bassa la percentuale di differenziata nel territorio metropolitano.

Sottratto il 55% di differenziata, rimangono quindi 471mila tonnellate/anno nel 2017, che sono state avviate all’incenerimento. Una quantità che è cresciuta nel 2018 fino a 479 tonnellate di cui 475mila avviate all’inceneritore e 2871 trattate presso il Polo ecologico di Pinerolo e 1272 sottoposte a test di bioessicazione nell’impianto di Druento. Dal secondo semestre del 2018 l’impianto di Pinerolo ha smesso di trattare indifferenziato e, quindi, nel 2019, tutti rifiuti che rimangono dalla differenziata vanno a finire nel termovalorizzatore.

Ma dove vanno a finire i rifiuti differenziati dai cittadini?

L’organico, la frazione che fa aumentare di più il peso dei rifiuti, viene trattato solo per il 38% nel Torinese, a Pinerolo. Il resto viene trattato fuori provincia, in particolare a Montello (Bg) e San Carlo di Fossano (Cn).

La carta viene assorbita al 90% da impianti in provincia che effettuano la preparazione per il recupero vero e proprio.

La plastica viene conferita alla Demap di Beinasco, una società privata che è convenzionata con il consorzio Corepla, dove vengono separate le diverse plastiche (Pet, Hdpe, Ldpe, le cassette). Per poi avviarle alla preparazione di nuovi materiali per l’industria.

Il vetro viene portato per circa il 50% in impianti fuori provincia dove viene lavato e separato dai materiali indesiderati e avviato in vetrerie.

Va ricordato che l’obiettivo del Piano regionale per la gestione dei rifiuti prevede che entro il 2020 si debba raggiungere in Piemonte una riduzione dei rifiuti prodotti fino almeno a 455 Kg per abitante, una raccolta differenziata al 65% e una produzione residua di rifiuti indifferenziati a 159 Kg per abitante.

Per Maurizio Rossi, presidente dell’Ato-R è «fondamentale insistere sulla condivisione dei dati e sull’informazione verso i cittadini, in particolare, sulle nuove generazioni».

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