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Venerdì 14 giugno si è riunita la 6° commissione consiliare "ecologia e ambiente, verde pubblico" del Comune di Torino. La seduta è stata convocata su iniziativa del presidente Federico Mensio (M5S) per fare il punto sui biomonitoraggi della popolazione residente vicino all'inceneritore.


Barbara Azzarà, presidente del Comitato locale di controllo, ha ricordato che i biomonitoraggi andranno avanti anche dopo il primo programma Spott.
Spott, infatti sta per terminare. Cristiana Ivaldi di Arpa Piemote ha illustrato i risultati di questi primi cinque anni di biomonitoraggi: "Entro la fine di luglio - ha detto - verrà presentato l'ultimo studio che riguarda la presenza di idrocarburi policiclici aromatici nel campione di popolazione residente".

Negli interventi dei consiglieri la richiesta di predisporre nuovi controlli e monitoraggi in vista di una sempre maggiore salvaguardia della salute della popolazione.

In particolare i consiglieri Cataldo Curatella e Viviana Ferrero, M5S, hanno chiesto un allargamento del campione dei volontari sottoposti ai controlli sanitari e controlli anche su nuove matrici come quelle di origine animale. 
Cristiana Ivaldi ha confermato che il Spott 2 verranno analizzate anche le diossine eventualmente presenti nelle matrici animali (uova, in particolare) e ha, invece, difeso il mantenimento del campione di popolazione a partire dall’età di 39 anni senza ampliamento nelle fasce più giovani, questo perché, ha spiegato, molti “congeneri” contaminanti è importante che siano studiati su soggetti che, per età, possono averli accumulati nel proprio organismo.

Inoltre, è stato ricordato che, per le analisi delle diossine sono necessari prelievi con ben 10 provette di sangue, una quantità che consiglia di lasciare fuori i bambini da questo studio.
Tra il pubblico era presente anche una rappresentanza dei comitati No Inceneritore, Pier Carlo Cavallari, in rappresentanza di Rifiuti Zero, ha chiesto che si discuta di nuovo di tutta la “questione” incenerimento e delle scelte politiche che prevedono anche gli impianti di termovalorizzazione, compreso il decreto Salva Italia di Renzi che ne ha aumentato la capacità di smaltimento (a Torino il limite è oggi di 530 tonnellate/anno)
La presidente del Comitato locale di controllo sul termovalorizzatore, Barbara Azzarà ha ricordato che, in questi anni, la qualità dell’aria è comunque migliorata per effetto di motori più puliti e per la trasformazione di molte fabbriche, “ma – ha ricordato – non bisogna abbassare la guardia e c'è ancora molto da fare anche compresi i controlli più mirati sul termovalorizzatore, anche se dagli studi non emergono aumenti di inquinamento dovuti all'inceneritore”.
Azzarà, ha comunque anticipato che Spott 2 prevede nuovi deposimetri nelle zone limitrofe all’impianto e uno studio sulle matrici animali per il quale si sta attendendo un parere del Comitato tecnico scientifico di Spott.

Il presidente della Commissione ha accolto la richiesta dei comitati e ha annunciato che sarà convocata una seduta di Commissione per fare il punto sul ciclo di smaltimento dei rifiuti e sulle quantità che vengono portate a bruciare nell’inceneritore.

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