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È ancora in quarantena il carico di rifiuti arrivati al termovalorizzatore per essere bruciati ma bloccati per avere fatto scattare l'allarme radioattività.

Trm spiega che tracce di radioattività nei rifiuti in ingresso sono rilevate quasi tutti i giorni.
Sotto accusa pannoloni, liquidi diagnostici e dispositivi utilizzati da persone, magari anziane, sottoposte ad esami e radioterapia.
Gli strumenti che controllano i rifiuti prima di entrare nel termovalorizzatore sono molto sensibili.
"Basta un solo pannolone contaminato a fare scattare l'allarme - dicono a Trm - Di solito, è sufficiente lasciare decadere la debole radiotattività del carico. Ma se nel camion arriva un sacco con 3-4 pannoloni, magari accumulati per qualche giorno in casa e gettati tutti insieme nella spazzatura, la radioattività raggiunge subito i livelli tali da fare scattare la procedura di emergenza che coinvolge Arpa e Vigili del fuoco".
È quanto accaduto venerdì e sabato scorsi, quando un camion è stato fermato ed è stato preso in carico dai vigili del fuoco.
"Una situazione, anche questa, che non poi così eccezionale ma che si ripete 4-5 volte l'anno".
Scattato l'allarme, Arpa Piemone ha confermato la presenza di I-131 (Iodio 131), un radionuclide ospedaliero impiegato per diagnostica e terapia, individuato subito dal servizio di pronta disponibilità di Arpa mediante misure di spettrometria gamma in campo.
Per Arpa, "l'evento, gestito secondo le procedure di emergenza approvate, non ha comportato rischi di esposizione alle radiazioni per lavoratori e popolazione".

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