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I cittadini che vivono vicino all’inceneritore sono ancora molto preoccupati per le ricadute sulla salute dell’inquinamento e della gestione dei rifiuti. Ma la paura non cresce, anzi, diminuisce rispetto agli anni di avvio dell'impianto.

A riferirlo è il decimo report Spott che, tra i vari monitoraggi sulla salute, riporta anche i risultati di un questionario sulla cosiddetta “percezione del rischio” da parte della popolazione.

L’obiettivo del questionario era comprendere, indirettamente, se l’inceneritore ha aumentato il senso generale di insicurezza dei cittadini verso la propria salute. Per centrare questo obiettivo gli staff di Asl T03 e Asl Città di Torinohanno formulato domande allo stesso campione coinvolto nel biomonitoraggio sia prima dell’entrata in funzione dell’impianto che tre anni dopo, al cosiddetto tempo T2.

Le domande hanno riguardato la percezione del rischio di vita in generale, collegato soprattutto ad aspetti sanitari e ambientali, antropici e naturali, per avere dei dati generali sul grado di “spavento” di cui soffrono i cittadini: questa indicazione serve a correlare i dati con quelli di altri studi nazionali per capire se la costruzione e l’esercizio dell’inceneritore hanno reso la popolazione più emotivamente vulnerabile sui possibili attacchi alla salute generati da problemi ambientali.

Così l'ultima sezione del questionario proposto ai volontari residenti ha compreso una serie di domande volte a rilevare la percezione del rischio nella popolazione coinvolta nello studio. prendendo spunto dall’analisi sulla percezione del rischio effettuata in altri studi di biomonitoraggio.

Le domande, sembra che c’entrino poco con l’inceneritore ma, in realtà, avevano lo scopo di indagare sulla consapevolezza dei problemi esistenti nell’area, delle fonti informative e dei soggetti ritenuti più affidabili per fornire informazioni sui problemi di ambiente e salute.

Per quanto riguarda la preoccupazione per alcune malattie, come nel questionario somministrato al T zero, dalle risposte emerge che l'ambiente viene sempre vissuto come fonte di notevole preoccupazione per la salute e ritenuto causa prima di molte patologie. Ma la percentuale di popolazione che teme di essere a rischio per alcune malattie di possibile origine ambientale non è maggiore della percentuale che non ritiene di essere a rischio nel proprio ambiente di vita. Nella zona di residenza Asl TO3 il grado di preoccupazione risulta più elevato ma in misura minore rispetto a quanto avveniva al T zero.

Per quanto riguarda i pericoli di tipo ambientale sono stati considerati sia gli eventi pericolosi naturali (inondazioni, fenomeni meteorologici gravi, terremoti. etc.) che antropici (rumore, trasporto di materiale pericoloso, rifiuti, inquinamento, industrie pericolose, incendi, etc.). Per ogni evento è stato chiesto di esprimere un giudizio in termini di preoccupazione (tantissimo, molto, poco, per niente, non so). In analogia a quanto avveniva al T zero, considerando la frequenza delle risposte “tanto” o “molto” i pericoli naturali preoccupano meno di quelli causati dall’Uomo. La maggiore preoccupazione è data dall'inquinamento atmosferico, seguito da industrie pericolose, dall'inquinamento delle acque potabili, dalla gestione dei rifiuti e dagli incidenti nucleari. Il pericolo legato alla presenza sul territorio di attività definite antropiche, soprattutto legate all'industria, è percepito come prevalente e maggiore di quello provenienti dall'ambiente naturale. In generale la preoccupazione dei residenti è più elevata nell'area dell'Asl TO3, ma con scostamenti inferiori dall’Asl Città di Torino rispetto a quanto avveniva al T zero: ad esempio, la preoccupazione legata alla gestione dei rifiuti riguarda rispettivamente il 74% dei rispondenti dell’Asl TO3 (contro l’80,9% al T zero) ed il 67,9% dei rispondenti dell’Asl Città di Torino (contro il 68,7% al T zero).

È stato inoltre chiesto se l'intervistato si ritiene sufficientemente informato sulla presenza di rischi ambientali nel territorio in cui vive. È molto alta la percentuale di risposte positive, più del 90% del campione ritiene di essere sufficientemente, se non molto/tantissimo, informato.

Si ritiene informato sui rischi di tipo ambientale?

 

ASL TO3

 

ASL Città di Torino

 

Totale

tantissimo

11 (6,5%)

 

11 (6,5%)

 

22 (6,5%)

molto

35 (10,3%)

 

32 (18,8%)

 

67 (19,8%)

sufficientemente

107 (63,3%)

 

116 (68,2%)

 

223 (65,8%)

per niente

15 (8,9%)

 

11 (6,5%)

 

26 (7,7%)

non so

1 (0,6%)

 

0 (0,0%)

 

1 (0,3%)

 

In merito a quali fonti di informazione sono utilizzate, resta confermato un ruolo predominante della televisione nazionale, oltre che di internet, mentre tv e giornali locali appaiono avere un ruolo minore.

 Quali fonti informative utilizza (sono possibili più risposte per soggetto)?

 

ASL TO3

 

ASL Città di Torino

 

Totale

tv nazionale

130 (37,8%)

 

133 (38,7%)

 

263 (76,5%)

tv locali

51 (14,8%)

 

58 (16,9%)

 

109 (31,7%)

giornali locali

77 (22,4%)

 

92 (26,7%)

 

169 (49,1%)

internet

115 (33,4%)

 

120 (34,9%)

 

235 (68,3%)

altro

14 (4,1%)

 

27 (7,8%)

 

41 (11,9%)

Le istituzioni ed il personale sanitario restano i soggetti più affidabili per fornire informazioni.

Quali, secondo lei, sono i soggetti più affidabili per fornire informazioni (sono possibili più risposte per ogni soggetto)?

 

ASL TO3

 

ASL Città di Torino

 

Totale

istituzioni e enti locali (Provincia. Comuni. etc.)

80 (23,3%)

 

82 (23,8%)

 

162 (47,1%)

personale sanitario

107 (31,1%)

 

119 (34,6%)

 

226 (65,7%)

associazioni ambientaliste

90 (26,2%)

 

87 (25,3%)

 

177 (51,5%)

altro

26 (7,6%)

 

30 (8,7%)

 

56 (16,3%)

La popolazione risulta ancora diffidente nei confronti delle istituzioni. Secondo le conclusioni del report questo dato indica “la necessità di un maggiore sforzo da parte di varie istituzioni per informare con la massima correttezza i cittadini degli effetti di alcune esposizioni ambientali. In generale i rischi catastrofici, ma a bassissima probabilità di accadimento, sono particolarmente temuti, mentre rischi quotidiani ad altissima probabilità di accadimento (quali il rumore) e con effetti certi sulla salute della popolazione sono poco considerati e temuti”.

Si è effettuato infine un confronto tra le risposte date al T zero e le risposte date al T2 divise per Asl di residenza. Per quanto riguarda la gestione rifiuti diminuisce la percentuale di persone molto preoccupate nell’Asl TO3, passando da un 81% al T zero al 74% del T2; tale percentuale resta invece invariata tra i residenti dell’Asl Città di Torino.  Nell’Asl TO3 diminuisce anche la preoccupazione rispetto al trasporto di sostanze pericolose e agli eventi nucleari, mentre la preoccupazione rispetto agli eventi di origine antropica resta sostanzialmente invariata. Viceversa, nell’Asl Città di Torino aumenta la preoccupazione rispetto al rumore, trasporto di sostanze pericolose, eventi nucleari, inquinamento atmosferico, incendi ed inquinamento delle acque potabili.

I risultati sono abbastanza in linea con atri studi nazionali dove la percezione del rischio è maggiore per l’inquinamento atmosferico e lo smaltimento dei rifiuti che sono tra i problemi ambientali ritenuti maggiormente preoccupanti.

Al T2 si riconferma per i residenti dell’Asl TO3 una tendenza a sentirsi più a rischio rispetto all’Asl Città di Torino per una serie di malattie, quali allergie, malattie respiratorie acute, malattie respiratorie croniche, danni temporanei ai diversi organi, danni al fegato, varie forme di cancro, leucemia e malformazioni congenite.

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