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L’inceneritore “produce”, ogni mese, dalle 100 alle 250 tonnellate (e anche di più) di rifiuti ferrosi ogni mese. Sono i metalli che ancora si possono separare dalle scorie della combustione, resti di parti rimaste dentro i sacchi dell’immondizia.

Anche se i metalli sono il materiale da rifiuto che più trova nuova collocazione sul mercato del riuso con un’alta quotazione, 100 tonnellate al mese non sono poche.

I metalli dovrebbero essere separati dai cittadini con la raccolta differenziata ma, non sempre questo viene fatto e in molti rifiuti multimateriale è quasi impossibile separarli.

Tra gli oggetti più “inattesi” che, nel corso del tempo, sono stati individuati nel materiale conferito presso il termovalorizzatore si va dal ceppo di una palma a un divano e anche ad un conglomerato cementizio. Ma spesso arrivano ancora bombole del gas e, appunto, oggetti metallici come pentole, posate, stendini e molti altri oggetti di uso quotidiano che non vengono correttamente conferiti dai cittadini.

La separazione della frazione metallica, riferisce Trm, è effettuata a valle della combustione esclusivamente sulla parte incombusta dei rifiuti (le scorie o ceneri pesanti).

Le scorie di combustione, pari a circa il 21-22% in peso dei rifiuti in ingresso, vengono raccolte in fondo alla griglia, raffreddate in estrattori a bagno d’acqua e quindi movimentate verso lo stoccaggio attraverso dei nastri trasportatori. Durante il percorso, due elettrocalamite separano il materiale ferroso dalle scorie (circa il 2% in peso). Le scorie vengono depositate in una fossa dedicata, all’interno della quale è prevista un’area separata per stoccare, prima dell’allontanamento dall’impianto, i metalli ferrosi estratti.

Che fine fanno questi metalli?

“La separazione dei metalli dalle scorie – spiegano a Trm – serve a recuperare ulteriore materia e costituisce una prima fase del recupero finale successivamente completato dagli impianti che ricevono da Trm le scorie di combustione. Il processo di recupero delle scorie prevede in genere una ulteriore attività di rimozione dei metalli (deferrizzazione e de-alluminizzazione) per estrarre dalle scorie stesse i metalli ferrosi e non ferrosi, frazioni poi valorizzate e reimpiegate nell’industria metallurgica.

Questi metalli ferrosi prodotti da Trm per separazione dalle scorie sono ritirati ed avviati a riciclo tramite Ricrea, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti di imballaggi in acciaio”.

E le scorie private dei metalli?

“Le scorie sono inviate ad impianti che ne effettuano il recupero, producendo delle materie prime seconde da destinarsi alla produzione del cemento e di manufatti in cemento”.

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