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Carbone attivo per abbattere il mercurio nei fumi dell’inceneritore. E’ la soluzione entrata da poco a regime all’impianto del Gerbido.

Dopo gli allarmi del 2015-2016, quando rifiuti contenenti mercurio provocarono anomali picchi di inquinamento da questo metallo, Trm aveva installato sistemi rilevamento specifici e adottato tecnologie di abbattimento sperimentali che oggi vengono ulteriormente migliorate.

Si pensa così rispondere a un problema che continua a presentarsi, anche se con minore gravità. I superamenti dei limiti registrati quattro anni fa, quando fu necessario ridurre la funzionalità del termovalorizzatore, non si sono più verificati, ma continuano, periodicamente, a osservarsi picchi di concentrazioni. Due episodi soltanto questa estate: anche se, va detto, che per il mercurio non esistono ancora limiti di legge. Per l’impianto del Gerbido è stato adottato un limite prudenziale di 50 microgrammi a metro cubo da non superare per due mezz’ore consecutive. I valori sono al di sotto di questo limite, ma continuano a verificarsi picchi anomali.

Il sistema adottato prevede l’iniezione di carbone attivo.

“Da tempo – Spiega mauro Pergetti Ad di Trm - abbiamo installato un numero maggiore di strumenti per la misura del mercurio sull’impianto; inoltre, da poche settimane, sono terminati i lavori di realizzazione di un sistema definitivo di supporto al dosaggio del carbone attivo, sostanza utilizzata per assorbire il mercurio dai fumi, in sostituzione di un primo sistema provvisorio sperimentale. Da tale intervento ci aspettiamo una migliore capacità di intervento nel momento in cui si verificassero dei picchi di mercurio. Stiamo comunque valutando e studiando l’applicazione anche di altre soluzioni al fine di raggiungere risultati sempre migliori. Naturalmente, tutti gli interventi sono effettuati in accordo con gli enti di controllo”.

Il problema del mercurio si trascina fin dalla prima accensione. Dopo gli allarmi degli anni passati, però, la situazione è, per ora, migliorata. Del resto, l’Autorizzazione integrata ambientale prevede che, in caso di superamento dei limiti, l’impianto debba essere fermato.

“La presenza del mercurio nei fumi – continua Pergetti - è normalmente contenuta, permangono però ancora limitati, ma apprezzabili, episodi come quelli di agosto e settembre. Nel complesso la situazione è comunque migliorata, frutto anche degli interventi realizzati sull’impianto. Occorre segnalare che questi episodi sono comunque trascurabili in termini di emissioni e ricaduta al suolo”.

La presidente del Comitato locale di controllo, Barbara Azzarà, chiede che nessuno, ad iniziare dalla stessa Trm, abbassi la guardia.

“Pensiamo che Trm – afferma la presidente dell’organismo che raggruppa i sindaci dei comuni vicini all’impianto - debba continuare a investire in tecnologia per abbattere il mercurio in uscita. Un miglioramento continuo che, per noi, dovrà continuare per tutta la vita dell’inceneritore”.

I rilevamenti di Arpa, alla centralina di Beinasco danno sempre livelli molto bassi, ma, come si è visto, non si riesce a debellare del tutto il metallo dalle emissioni.

La presenza di mercurio nei fumi è dovuta al conferimento errato di determinati materiali. Troppo spesso, i cittadini gettano nella pattumiera dell’indifferenziato materiali che contengono mercurio come batterie, lampade al neon, lattine di vernice. Proprio per questo, a maggio si è conclusa una campagna di sensibilizzazione dei cittadini promossa da autority rifiuti, Trm e dai consorzi.

“Il primo problema rimane proprio l’informazione – prosegue Azzarà – I cittadini devono imparare a conferire i rifiuti pericolosi nei centri di raccolta, senza buttarli nell’indifferenziato”.

Quindi cosa si pensa di fare per l’informazione verso i cittadini?

“In questo momento – conclude Trm - non è in programma, da parte nostra, una campagna specifica in considerazione del fatto che solo pochi mesi fa l’Ato-R ha promosso una massiccia azione informativa sul recupero differenziato del mercurio. Tuttavia, Iren cerca di sensibilizzare in modo continuativo anche organizzando attività di educazione e informazione ambientale per sensibilizzare i cittadini (e le scuole) sul corretto conferimento dei rifiuti; in particolar modo, dei rifiuti pericolosi”.

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